restaurante,pițerii.trattorii,baruri

restaurante,pițerii.trattorii,baruri

Mesajde Administrator » Mie Ian 19, 2011 12:17 pm

RISTORANTI e TRATTORIE
“59” (Emiliano) 321.90.19 (dom) via Angelo Brunetti\P.zza dell’Oca
Agustarello 5746585 (dom) via Giovanni Branca,98
Ar grottino der Traslocatore 514.12.61 (dom) Largo delle Sette Chiese (Garbatella)
Augusto e Sandro 580 37.98 (dom e sab sera) piazza de’ Rienzi,15
Bella Napoli 31.47.12 – 38.53.27 (lun) via S. de Saint Bon,59
Betto e Mery 243.05.339 (gio) via dei Savorgnan, 99
Bucaniera 397.30.512 (lun) via Bruno di Faa
Candido 397.37.015 (dom) via Marziale
Cantuccio 862.14.102 (dom) via Tripoli,70
Cesarina 488.00.73 (dom) via Piemonte, 109 (via Veneto)
Circolo Bocciofilo 361.05.70 via Flaminia (dietro Min. della Marina)
Creme caramel 703.02.534 (mar) via La Spezia (S.Giovanni)
Dante ( Bettolino) 375.15.537 (dom) via Montesanto
Edmondo 370.12.72 (dom) circonvallazione Clodia
Fauro 808.33.01 (dom) via Faà di Bruno,44
Felice 574.68.00 (dom) (Testaccio)
Giacomelli 372.59.10 (lun) via Bruno di Faa
Gino 687.34.34 (dom) vicolo Rosini
I due ladroni 686.10.13 (sab matt e dom) piazza Nicosia
Il Bagatto 354.00.345 (lun) via Trionfale 200
Il Barcone 326.50.543 Sotto il ponte dello stadio Olimpico
Il Bucatino 574.68.80 (lun) Testaccio
Il Cordaro 583.67.51 (dom) via Portuense (Porta Portese)
Il Matriciano 321.30.40 (sab Est\\mer Inv) via dei Gracchi
Il Pallaro 688.01.488 (lun) Largo del Pallaro,15
Isola del sole (Clelia) 360.14.00 Lungotevere della Marina
LaCapaGira 701.28.11 (lun) Largo
La Casina delle rose 420.16.224 Largo Marcello Mastroianni (Dentro Villa Borghese)
La Norma 333.02.10 (lun) via Flaminia vecchia,731
La Pergola Hilton 350.92.152 – 350.92.165 (lun) via Cadlolo (Monte Mario)
Lilly a Tor di Nona 686.19.16 (dom) via Tor di nona,26
Moschino 513.94.73 (dom) p.zza Benedetto Brin
Natalino 333.27.36 (dom) corso Francia
Osteria dell’Angelo 372.94.70 (……) via G.Bettolo,24
Osteria del rione 855.10.57 (dom) via Basento,20 (via Salaria-piazza Fiume)
Pecorino 572.50.539 (lun) via Galvani,64 (Testaccio)
Perilli 574.24.15 (merc) via Marmorata
Regno di Re Ferdinando 578.37.25 (dom) via monte Testaccio,39
Ristorante dello Zoo
S.Maria di Galeria 304.60.01 (mar) S.Maria di Galeria (Sandro)
Salvatore 818.22.03 (lun) via della Bufalotta
Vini e cucina 686.15.14 via della Lungara (dopo Di Salvo) (Regina Coeli)
Vittorio il ciociaro 372.92.04 via Barletta

RISTORANTI da PESCE
Ai piani 8075412 (piazza Euclide)
Ipanema 4824758 \ 0335-206722 via dei Capocci,26
Crab 77203636 via Capo d’Africa
Ripa 12 5809093 (dom) via S.Francesco a Ripa,12 (Trastevere)
EX Capogrossi 6505035 (merc.) via Torre Clementina,224 (Fiumicino)

PIZZERIE
Gaudì 06-68804550 via Salaria
Pizza re 06-3721173 via Oslavia, 39
Taverna de’ mercanti (Ettore Fieramosca) 5881693 piazza de’ mercanti 3a (2°piano) (Trastevere)
Giacomelli 37516528 (lun) via Faa di Bruno,25
Obitorio viale Trastevere
Da Baffetto 06-6861617 via del Governo Vecchio,114

BIRRERIE
Hermand 06-332.53.208 via di Grottarossa,123 (zona Cassia) (chiuso lunedi)
Fonclea via Crescenzio
Guiness via …….
RISTORANTI GIAPPONESI
Hamasei 06-6792134 (Lun) via della Mercede, 35
Asahi Kaiten Sushi 06-7022158 (Lun) via Santa Croce in Gerusalemme (di fronte alla Chiesa)
Zen Sushi Restaurant 06-3213420 (Lun) via degli Scipioni, 243

BISTECCHERIE
Bisteak 41792126 /41787424 via Pietralata, 141

FAMOLO STRANO….”
Sahara 06-77203636 (Merc) viale Ippocrate,43
El duende 06-87194923 via di Valle Melaina
Little India 06-4464980 (aperto sempre) via Principe Amedeo, 303

APPENA FUORI ROMA
SARACINESCO 0774-791060 (mart e giov) Roma –L’Aquila (uscita Vicovaro-Mandela)
CALCATA “La piazzetta” (aperto sempre) 0761-588078 Cassia bis – usc. Mazzano poi domandare
RIANO “Il grottino” 9031636 \ 9036044 (sab) via Tiberina km.7.200 (via Pian dell’olmo)
LAGO DI NEMI “La fiocina” 9368386 via Perino, 3 (Lungolago di Nemi, giù in fondo)
ROCCA DI PAPA “La foresta” 94749167 \ 94749392 via dei Laghi, km.12
Lo Spuntino 9459366 Grottaferrata
La Quiete 6687101 via A.Tulli (zona Tragliata \ via Boccea Km.15)
S.Maria di Galeria 3046001 (mar) S.Maria di Galeria (Sandro)
John Waine Castelnuovo di porto
circolo Green hill via della Bufalotta
circolo Bel Poggio località Bel Poggio (Salaria-Raccordo Anulare)









PER LA PRIMAVERA
Ristoranti
S.Maria di Galeria 3046001 (mar) S.Maria di Galeria (Sandro)
Il Cantuccio (dom) via Tripoli
La capanna del negro
Il Barcone via Portuense
….quello a Fiumara….(Ermes)
Trattorie
Calcata “La piazzetta” (aperto sempre) 0761-588078 cell. 335-6682776
Augusto e Sandro 5803798 (dom e sab sera) piazza de’ Rienzi,15
Il Cordaro 5836751 (dom) via Portuense (Porta Portese)
Moschino 5139473 (dom) p.zza Benedetto Brin
PER L’ESTATE
Ristoranti
S.Maria di Galeria 3046001 (mar) S.Maria di Galeria (Sandro)
La Quiete 6687101 via A.Tulli (zona Tragliata \ via Boccea Km.15)
Al Cantuccio (Carla) 86214102 (dom) via Tripoli
Il matriciano 3213040 (sab Est\mer Inv) via dei Gracchi
R. di Re Ferdinando 5783725 (dom) via monte Testaccio,39
Natalino 3332736 (dom) corso Francia
circolo Green hill
Trattorie
Calcata “La piazzetta” (aperto sempre) 0761-588078 cell. 335-6682776
Candido 39737015 (dom) via Marziale
Moschino 5139473 (dom) p.zza Benedetto Brin
Betto e Mery 24305339 (gio) via dei Savorgnan,99
Il Pallaro 68801488 (lun) Largo del Pallaro,15
Il Cordaro 5836751 (dom) via Portuense (Porta Portese)
via Tiberina
circolo Bel Poggio località Bel Poggio (Salaria-Raccordo Anulare)
in Prati
Amico di LILIA viale Angelico
Giacomelli 3725910 (lun) via Bruno di Faa
Bucaniera 39730512 (lun) via Bruno di Faa
Candido 39737015 (dom) via Marziale
Circolo Bocciofilo 3610570
Isola del sole (Clelia) 3601400 Lungotevere della Marina
Osteria dell’Angelo ---------- via G.Bettolo,24
Bella Napoli 314712-385327 (lun) via S. de Saint Bon,59
Edmondo 3701272 (dom)
Natalino 3332736 (dom) corso Francia
“59” (Emiliano) 3219019 (dom) via Angelo Brunetti\P.zza dell’Oca
Fauro 8083301 (dom) via Fauro,44
Il Barcone 32650543 Sotto il ponte dello stadio Olimpico


I BAR PIU’ BELLI

Villa Balestra 06-3214387 via B.Ammannati / All’interno di villa Balestra (Parioli)

Tutto molto fresco e invitante. Fantastica la Macedonia di frutta a pezzettoni. Ovviamente il tutto un po’ caro….. visto il quartiere.
Nella villa troverete un campionario di deliziose mogliettine di quei
professionisti azzimati e abbronzati col Mercedes che vi succhiano
tanti tanti soldini per le loro preziosissime prestazioni notarili.
Ma anche molte colf che portano al guinzaglio i pargolettini dei suddetti che intanto muovono i loro primi passettini e imparano a rubare la loro prima palla.
E infine anche i pargolettini, ormai cresciutelli, intorno ai 16/17 anni
nel loro periodo “on the road”, barbettine, cannettine,e i primi cioè”.
Tranquilli, è solo un breve periodo. Passerà presto. Fra poco Papà li chiamerà nel grande mondo della pappatoria e loro correrranno….
Ohh, se correranno…..( Del resto le Jeep sono così care al giorno d’oggi)

Vanni
Uno dei pochissimi capaci di fare il “Martini cocktail” come lo vorrebbe Humphrey Bogart, o più semplicemente Gianfranco Lombardi.
E l’aperitivo è accompagnato da dodici portate di supende stronzatine, che però sono la felicità di noi comuni mortali; decisamente meno tirchi degli altri bar. Il costo, dopo 2 Martini, non me lo ricordo mai.
Nota di colore sociale: davanti al Bar c’è una accuratissima selezione di tutti gli stronzi più evidenti della capitale.

Bar della pace via della Pace

Uno dei pochi affascinanti bistrot. Camerierine carine antipatichine.
Musica di sottofondo del Buddha Bar (che spesso è solo una cazzata)
Luci bassissime, prima saletta carinissima, le altre decisamente una chiavica. D’estate, di fuori, tanti meravigliosi tavolini pieni di stronzettini pettinati con le loro fichettine, tutti di assoluta “tendenza”.

Bar della FAO Fori imperiali/Aventino/Circo Massimo

La conduzione sovietica della mensa e del bar non potrà nulla contro il panorama assolutamente mozzafiato della terrazza. Purtroppo mangiando seduti non si vede una mazza perché il muretto purtroppo “la vista al guardo esclude”. Ma, mangiandoselo in piedi appoggiati al parapetto, quel tramezzino di legno sarà meno doloroso. Scenario: sotto, da un lato Caracalla, dall’altro il Circo massimo, dall’altra i Fori e il Colosseo e dall’altra l’Aventino e le case dei ricchi che anche loro piangono.
Fate un po’ voi. Ah, per entrare serve l’autorizzazione di un interno:
sennò sarebbe troppo facile: del resto la FAO è una pappatoria per pochi.

Cafe’ du park p.zza di Porta S.Paolo (Piazzale Ostiense)

In un lembo di verde immerso nel casino stradale più totale di un crocevia infernale (porta S. Paolo, Piramide, viale Aventino e via Marmorata), e seduti sotto uno squallido tendone plasticato blù, si può assaggiare una cosa veramente diabolica: il cremolato.
Si tratta di una specie di paradisiaco gelato alla frutta, ma non fatto con ghiaccio e sciroppo come la grattachecca, ma con vera frutta frullata e ghiacciata e si presenta cremosa, dolcissima e naturalmente coloratissima. Una cosa da sbattere veramente la testa sul tavolino.
Se invece già l’hai gustato, il cremolato dico, e sai che è l’unica cosa che ti ha fatto andare avanti dopo che quella zoccola della tua fidanzata ha voluto tempo per riflettere, ti do un piccolo consiglio. Dopo che ti sei leccato senza ritegno le ultime tracce sul cucchiaino e il bordo del bicchiere, fai una capatina a tre meraviglie che stanno proprio intorno al chiosco e che naturalmente non abbiamo visto mai se non passandoci davanti distrattamente con l’automobile.
1) La porta S. Paolo. Da fuori è meravigliosa davvero, ma ora entraci dentro, e fai un bel salto indietro nel tempo. (sapessi che cosa meravigliosa è stato fare il giro di tutte le porte delle mura Aureliane quella sera con il mio amico Gio. E la meraviglia di scoprire che c’erano un sacco di abitazioni ricavate dentro le mura e anche una scuola e un bar addirittura a Porta Pinciana).
2) Il palazzo della Posta lì all’inizio di via Marmorata. Una meraviglia architettonica dell’epoca del fascio ma di straordinaria modernità e bellezza.
3) Un’occhiatina alla piramide Cestia, ma solo di sfuggita perché dietro c’è una cosa nascosta e preziosa: un cimiteretto inglese piccolo piccolo. C’è sepolto il poeta inglese Shelley, annegato nell'affondamento del suo vascello al largo della costa della Toscana. Le sue ceneri furono sepolte qui; il suo cuore invece no, fu conservato dalla sua vedova, Mary Shelley, fino alla sua morte e fu sepolto con lei nel Bournemouth.
C’è pure la tomba di Dario Bellezza e di Carlo Emilio Gadda.
Ah, c’è pure quella di Gramsci, ma chissene frega.
Insomma, vai a dargli un’occhiata. E’ un posto che vale la pena.
Altrimenti continua pure a vedere l’orrendo figuro di Porta a Porta in TV.



Bar della RAI viale Mazzini 14 (Prati)

Tramezzini e pizzette tutto di gomma, ma la vista dall’8° piano vale.
Pure qui serve il passi, cosa ovviabile avendo un conto alla banca che sta dentro. Perché la regola della RAI sembra essere: facciamo entrare solo i dementi e gli scassacazzi ma d'altronde si sa: la mamma degli stronzi è sempre in cinta e la RAI non è da sempre chiamata “Mamma RAI”?

Lo zio d’America piazza Talenti (Nomentano)

La cassiera e i barman più svelti d’Italia. Che poi per andare di corsa sbagliano la quasi totalità delle ordinazioni e sfascino la quasi totalità dei bicchieri conta poco. La parte ristorante una chiavica totale, per non parlare del ristorante al piano di sopra, che manda giù solo un’accurata selezione della roba più inutile. La pasticceria è grande come il bar e ha 3 clienti al mese (Il bar 10 milioni al giorno che però non possono sedersi nella parte ristorante che è esattamente identica al bar, e non si capisce il motivo, tanto rimane immancabilmente vuota).
L’unica cosa interessante a livello gastronomico è un dolce a forma di cornetto gigante con la panna e la frutta dentro. La rosticceria a fianco…la rosticceria….I tortellini alla panna…..vale la pena un’escursione.
Ma una piccola nota di merito ancora, vi prego, sull’arredamento: grandi rigoni bianchi e neri che partono dal pavimento e facendo un sacco di belle curvette volano verso il soffitto e a guardarle viene da vomitare.
E poi la chicca estrema: IL CESSO. Nooo, non ve lo descrivo, dovete chiedere ai barman dov’è e ci dovete andare assolutamenteeee. Se ve lo descrivevo io non ci credevate. E si che è un bar da vari miliardi.
Note aggiuntive: ora è cambiata gestione, dopo che il titolare s’è magnato tutti miliardi al poker. E’ cambiato pure l’arredamento generale, che adesso è più sobrio, ma non sono sicuro che il cesso è migliorato…


Bar della Promoteca del Campidoglio piazza del Capidoglio

Il bar ha una delle terrazze più stupefacenti del mondo. Sta all’ultimo piano del Campidoglio. Veltroni del resto, ci fa sempre colazione insieme agli operai della Fiat. Dalla terrazza si vede casa di Ennio Morricone, ma non spiate le finestre, tanto dentro casa sua non si vede mai nessuna nuda. Tutto intorno c’è semplicemente tutta la Roma bella. E è bella forte.
Il bar che offre? E che ne so, mica sono così scemo da prendere un tramezzino bagnaticcio e incelofanato, servito con estrema calma dalle mani unte dell’impiegato del comune di Roma.


Mizzica (pasticceria Catanese) via Catanzaro 06-44236024 (aperta la domenica)
Tutti siciliani, tutti davvero. Lì sì, che si perde la testa fra cremolate (anche ai gelsi neri !!!!), brioches calde e sofficissime col gelato (quelle vere con la pallina tipo joy stick), e cassatelle, e cannoli bianchi e verdi al pistacchio mini e maxi. E non è finita: arancini e supplì, meglio di quelli di Messina, (che li ho mangiati alla stazione del traghetto e sono da infarto davvero) e tutto il resto che vedete cogli occhi, già sapete che sarà buono nella pancia. Un po’ come succede da Frontoni e quell’altro che ora non mi ricordo…(segnalato da Manuela Pineskj e da mia sorella)


RISTORANTI e TRATTORIE luglio 2009

(guida approfondita delle bettole e postacci per mangiare senza rimanere accoppati, a cura di Federico Capranica)


Moschino 06-5139473 (dom) p.zza Benedetto Brin,5
vacci alle 19,15 in primavera e poi dopo mangiato mi telefoni, che se non ti è piaciuto qualcosa, vengo a pagare io. In inverno, sala piccola, casino, pochi tavoli - record del mondo di gricia e polpette di lesso, da mangiare stando in ginocchio sui ceci sennò godete troppo - quartiere da favola da girare a piedi, prima, per un’oretta –

Betto e Mery 06-24305339 (gio) via dei Savorgnan, 99
in una zona che se la trovi vinci la bambolina, trattoriaccia chiassosissima, camerieri giovani coatti e simpatici - pasta (gramiccia al ragù=me lo dici dopo..) - carne alla brace e carne di cavallo (poi capisci perché fatta a casa faceva cacare) - d’estate pochi tavoli in un cortile da suk arabo, fantastico - se non prenoti puoi morire, non mangi.

Il Matriciano 06-3213040 (sab Est\\mer Inv) via dei Gracchi,55
ristorante di quelli dello spettacolo da tempo trombati (Bongusto) e mignottelle
da trombare facendogli credere che è il posto giusto - mangiare solo la crème brulèe
con il caramello e poi piangere sul tavolo e farsi consolare da Betty Curtis. Se siete proprio insaziabili, mangiate tutto il resto, che è buonissimo, senza alzare gli occhi dal tavolo, col rischio di incrociare Merola e vomitare poi tutto al bagno – (buona la gricia)

Salvatore 06-8182203 (lun) via della Bufalotta,11/a
trattoria mia personale - se volete vedere uno che mangia e legge Tex senza alzare gli occhi dal piatto e dal giornaletto - tutto buonissimo - carne e pesce – (record mondiale di minestra di Ceci e cozze). Quando arrivano le fettuccine col castrato, d’inverno, mi hanno visto chiudere Tex – Il Verdicchio Villa Talliano del 2005 è il migliore d’Italia.

Natalino 06-3332730 (dom) corso Francia,115
ristorante estate e inverno - tutto ottimo e medio-caro 45\50 Euro
carne alla brace che se dopo incontrate un vegetariano gli sputate in faccia –

Augusto e Sandro 06-5803798 (dom e sab sera) piazza de’ Rienzi,15 (Trastevere- p. Trilussa))
trattoriaccia piccola e chiassosa a Trastevere in una piazzetta meravigliosa - fantastica in primavera ad Aprile con pochissimi tavoli sulla piazza - ottima - pasta -
chiude il sabato sera e la domenica perché a lui di voi non gli frega un tubo –

Il Bucatino 06-5746886 (lun) via Luca della Robbia,84 (Testaccio)
trattoria - tutto buono - cameriera in menopausa, simpatica come una gomitata alle palle, ma tanto poi va via - bucatini amatriciana ovviamente fantastici –

Bucaniera 06-39730512 (lun) via Faà di Bruno,56
ristorante buono - pesce - ideale quando vi invitano….

La Norma 06-3330210 (lun) via Flaminia vecchia,731
Ristorante siculo - E’ sempre pieno. Per fortuna. Così eviterete di fare una delle esperienze più inutili della vostra vita. I piatti riescono a non sapere di niente. La pasta con le melanzane sembra fatta da una cuoca padovana. Gli antipasti di pesce glieli manda direttamente la divisione plastica della Montedison.
Viceversa i dolci sono veramente da sbattere la testa al muro. Potrebbe essere una delle migliori pasticcerie di Roma e invece l’ho inserita in questa lista di trattorie solo per evitarvi di spendere 50 Euro per un cannolo siciliano.

Giacomelli 06-3725910 (lun) via Faà di Bruno,25
Dall’illuminazione appena entri nel locale ti sembra di essere nel garage, ma poco dopo invece viene a riceverti un cameriere delizioso (sono 7, tutti sui 65 anni 1,60 ex-tassinari) e ti avvelena dolcemente con gli strozzapreti cucinati con l’ultimo cambio dell’olio fatto.
E mentre guardi i neon del soffitto e ti gira la testa perché lentamente stai morendo, ritorna lui a chiederti che dolce vuoi e ti rimbocca la tovaglia sulla testa e ti chiude gli occhi con la mano pelosa ma lieve del killer professionista. Se sei un tipo particolarmente resistente a morire fai una capatina al bagno……..una poesia.

Vittorio il ciociaro 06-3729204 via Barletta,21
Trattoriaccia storica di tutti i nottambuli romani. Ci incontravi, alle tre di notte in caotica e festosa compagnia, attori, vecchi ladri, cantanti, mignotte, musicisti e cocainomani (forse il vero comune denominatore di tutti) che smontavano tutti dai turni serali. C’era un cameriere spiritato che rispondeva: ”si caro,certo…” e andava via ridendo…. Si mangia tuttora sempre molto bene - E’ stato chiuso per sei mesi per rinnovare il locale di un bel verdino vomito - Ora assomiglia a una casa di cura, non c’è più nessuno, e mangiando puoi ascoltare il rumore dell’acqua che sgorga dalla fontanella finta all’ingresso. Fine di un mito. Peccato.
Aggiornamento: hanno fatto alcune piccole correzioni, sparita la fontanella, si mangia sempre benissimo. Sono tornati pure i cantanti e le mignatte.
Il conto naviga sui 40 Euro. Vittorio e la moglie sono sempre carini.

“59” (Emiliano) 06-3219019 (dom) via Angelo Brunetti\P.zza dell’Oca
il ristorante della vecchia borghesia che, non a caso, non è stronza e non si fa fregare dalle mode - tutto da sbattere la testa contro il muro - dopo il roastbeef con purè vedi
San Giacomo che ti saluta dal tetto. Nella macedonia ci sono le noci - ciao –
Una sera ho cenato al tavolo davanti a Federico Fellini. Se ci andava lui, che era di Rimini e assai poco incline alle modernità , vorrà dire qualcosa, no? Conto 45 Euro.

Il Pallaro 06-68801488 (lun) Largo del Pallaro,15
trattoriaccia chiassosa gestita da una che pare Pulcinella, incazzata in politica (è di destra assatanata), personaggio pazzesco - chiedere pappardelle al sugo e dire che vi mando io (Lei risponderà “Li mortacci sua” ma ti darà le pappardelle) - il resto, menù fisso - patate fritte da manicomio - obbligatorio sfrugugliare la proprietaria difendendo Bertinotti e i negri (Cinematografo assicurato) Conto 22 Euro.
Cesarina 06-4880073 (dom) via Piemonte, 109 (via Veneto)
Ristorante romagnolo. Con l’estetica delle terme dell’antica Roma. Vicino a via Veneto. Clientela sugli ottanta. Camerieri sui sessanta. Cucina romagnola\romana. Sta su tutte le guide per stranieri, insieme a tutti quei ristoranti che nessuno mai, ci verrebbe l’idea di entrarci manco morti. Quindi, immaginiamo, piuttosto pericoloso. Aspettiamo a giudicare. Avete mai ordinato il bollito al ristorante? Se avete sempre pensato, come me, che era una cosa per anziani malandati e pieni di problemi al fegato, avete preso una toppa madornale.Il BOLLITO, non quello che faceva nonna a casa, con un pezzetto di gallina, e nemmeno quello che fanno al San Camillo per i degenti, è una cosa raffinatissima, gustosissima, se lo sanno fare bene e soprattutto se le varietà presenti nel
“carrello” sono almeno 6 e tutte cotte in recipienti separati. Arriva il chirurgo al tavolo col macchinario. E comincia l’operazione: due fettine di cotechino, una fettina di lingua, coda, testina con orecchia, zampone, prosciutto affumicato, polpettone, gallina, muscolo, scaramella. Insomma solo poche parole per dire che il bollito è una cosa da re e non quella cosa punitiva di quando eravate piccoli.
Accompagnato da salsa verde o, meglio ancora, dalla “mostarda di Cremona” che è una cosa che ci puoi diventare scemo, dolce e piccante insieme. E vicino immancabile il purè di patate.
Vino rosso e poi un dolce qualsiasi. Conto: 40 Euro. Vabbè, ne valeva la pena.
Il bollito…e chi se lo aspettava?



Candido 06-39737015 (dom) via Marziale,5 (angolo via Medaglie d’oro)
trattoriaccia piccola fumosa e chiassosa - il proprietario è veramente un soggetto - buona anche in Estate - tutto ottimo - vino Olevano (pazzesco) a Ott.\Nov.
a Dicembre acqua.



Vini e cucina (Giovanni) 06-6861514 (dom) via della Lungara,41 (dopo Di Salvo) (Regina Coeli)
chiedete il telefono per prenotare e lui vi dirà che non si fida di voi e non ve lo dà -
E’ la classica osteria dove mangiare appena evasi da Regina Coeli che sta proprio lì dietro e nessuno si sogna di venirvi a cercare qui - minestre come le faceva nonna -
chiudere occhi e pensare a Ladri di biciclette - piangere, pagare 11.000 Lire e uscire dal film.


Il Cordaro 06-5836751 (dom) P.zzale Portuense,4 (sotto la Porta Portese)
trattoriaccia fumosa che d’estate si trasforma nel giardino della principessa Ciuccialosso con pochi tavoli separati l’uno dall’altro come a corte - cucina romana
nonostante ti voglia appioppare, per la grigia, le fettuccine, tu combatti per i rigatoni -
(è lui che sbaglia) - per il resto vince lui su tutto - curiosa è la chiusura del locale che avviene quando gli gira a lui e il giorno di chiusura è decisamente nomade nella settimana - non dimenticarsi che state mangiando sotto la Porta Portese e quel muro dove siete appoggiati col gomito, ha quasi venti secoli.

Osteria dell’Angelo 06-3729470 (sab matt e dom) via G.Bettolo,24
trattoriaccia chiassosa gestita da tre patiti del rugby. Prenotare l’anno prima o andarci alle 19.15 - tonnarelli cacio e pepe poi andare via, felici - secondi da palati omosessuali - tavoli di marmo - molto fico.

Bella Napoli 06-314712 06-385327 (lun) via S. de Saint Bon,59
ristorante che ci si va quando ti mandano via dall’osteria dell’Angelo perché è pieno,
cioè vieni qui praticamente sempre - tutto molto buono, ma la prossima volta ci riproviamo con l’Angelo - (E ritornerete qui )

Al Cantuccio 06-86214102 (dom) via Tripoli,71 (Quartiere africano)
Benvenuti al salotto di Carla (ci sono 44 abat-jour nel giardino) - da andarci assolutamente con una donna oppure con un arredatore. Le femmine, quando vanno in bagno (e ci vanno sempre), escono tutte estasiate dalla visione dei 400 cappellini appesi al soffitto. Gli arredatori, e tutti i froci in genere, si sentono a casa loro qui. A dire il vero, pure gli stronzi, cioè i magistrati e la gente un po’ su. Ma pure quelli normali, che all’inizio rimangono un po’ impauriti della bellezza del posto, pensando alla mazzata del conto, che invece sta sui 45-50 euro compreso un buon vino, una cena deliziosa, un tavolo tutto per te, senza toccarsi i gomiti con quelli dell’altro tavolo. Carla era la mia compagna di classe al liceo. Ci ho litigato interrottamente per 39 anni. E’ fantastica.
In questo ristorante ho fatto il cameriere quando ero piccolo, poi da grande, dopo che avevo fatto carriera come direttore d’orchestra, ci ho lavato i piatti un paio di volte.
Ho visto la madre cucinare per una vita delle cose strepitose. Primi da addormentare il sesso per sempre (ravioli al limone e tortelloni allo stracchino da spararsi dalla felicità)
Secondi femminili: maialino alle castagne o alle ciliegie. Secondi maschili, cioè bonissimi, roastbeef col purè ecc ecc. – Tra i dolci meravigliosi prendere la “Foresta nera” (l’orgia del cioccolato), ma anche tutti gli altri. Poi assaggiare quello di lei e intanto immaginarla nuda – Pagare pensando a cose amene (Euro 45-50).
Se pensi che sia tanto, vai a mangiare in pizzeria con le luci al neon e la cameriera che prende le ordinazioni mentre ciancica la gomma da masticare, pensando agli U2 e paghi solo 35 euro. Se preferisci così, fatti vedere da uno bravo.
Verso la fine passa Carla. Se gli chiedi come stai, fai le 5 mi mattina.

I due ladroni 06-6861013 (sab matt e dom) piazza Nicosia,24
cucina napoletana fantastica - conto come il nome del locale.

Dante (per tutti“Il bettolino”) 06-37515537 (dom) via Montesanto,36
Un pezzetto di storia. Praticamente la mensa della gente di spettacolo, sia diurno che notturno. Quando finisci di lavorare alle cento di notte, vai lì. Si mangia come da mamma con la differenza che il menù qui è praticamente illimitato.
I vecchi proprietari Franco e Lucio l’hanno dato in gestione ad Armando (bravo ragazzo, pure della Roma), per cui nonna Clara in cucina non c’è più.



Perilli 06-5742415 (merc) via Mormorata,39
Ovvero la carbonara. Il resto è tutto buono come tutti gli altri ristoranti storici di Testaccio. Non come quelli alla moda giovane di via Galvani, sorti come funghi intorno ai locali per “Ghei”, lesbo, marocchini, salseri, trendi. Ai uain-bar per gli avventori alla moda, col gippone porsche di fuori e le idee confuse dentro.


Agustarello 06-5746585 (dom) via Giovanni Branca,98
La vicinanza all’ex mattatoio la dice lunga. Pajata, coda, trippa, schienali, animelle,
cotiche e affini. Fanno venire il mal di panza solo a nominarli. Da Agustarello, no.
Qualcosa vorrà dire. C’è solo un difetto (grave): so’ tutti della Lazio, per di più a Testaccio…Piccola nota di colore: al bagno mentre vi lavate le mani, se guardate
distrattamente fuori la finestra, nel cortile si nota un muro, sta lì da 2000 anni,
sono le mura Aureliane. Nel cortile. Davanti al lavandino.


Fauro 06-8083301 (dom) via Faà di Bruno,44
ristorante piccolissimo, sofisticato, quasi frocio - non ho capito se è buonissimo o solo cucina intellettuale che rivisita il popolano - ottima pasta e pesce e dolci – boh…
Conto 50 Euro.

Circolo Bocciofilo 06-3610570 via Flaminia (dietro Min. della Marina)
troppo difficile da spiegare, veniteci solo con me, tanto si mangia una mezza chiavica buono solo il fatto che stai all’aperto.

Isola del sole (Clelia) 06-3601400 Lungotevere della Marina (Barcone sul fiume)
barcone sul Tevere - il fu padre di Clelia ha fatto tutti i film di James Bond e mano mano in discesa, quelli nostrani, facendo sempre il cattivissimo (faccione grosso e tutto butterato da antologia del cinema) - si mangia una semi chiavica - il tevere è una chiavica totale, ma a cielo aperto - può però avere un certo fascino parigino.


Ristorante dello Zoo
Può essere un’esperienza molto suggestiva mangiare sotto la gabbia dei rapaci, mentre
un avvoltoio vi guarda pensoso - lo scenario è indescrivibilmente pazzesco, i suoni che
si sentono sono quelli delle jene e dei rapaci, lontano il leone…
Il locale sembra la stazione del Kenia nel 1930 - il mangiare fa cacare ed è gestito
naturalmente dal Comune di Roma - mantenersi nella bistecchina con l’insalata, chiudere gli occhi, ascoltare le voci della foresta, aprirli, fare linguaccia all’avvoltoio sputare in faccia al cameriere e andare via (guardandosi bene dal visitare lo zoo dove ormai vanno solo coppie clandestine e famigliole da additare ai bambini come esempio di cosa li aspetta quando diventano grandi).




Il Barcone 06-69306572 Ponte Duca d’Aosta (proprio sotto il ponte dello stadio Olimpico)
Il Tevere è indubbiamente una delle chiaviche più affascinanti del pianeta. Non esistono forme di vita alcuna all’infuori del topo. Eppure forse vi prenderà un colpo andando a pranzare all’aperto in primavera (o a cenare in estate) su un barcone ormeggiato sotto il ponte Duca d’Aosta, quello davanti allo stadio.
Mentre mangi guardi il “biondo” fiume e vedi:
1) Decine di canoe con i loro bei canottierini che vanno su e giù.
2) Un centinaio di Anatre e Germani reali, e Gabbiani e….udite udite..(e sputate in faccia al primo ecologista che incontrate)….CORMORANI e AIRONI.
Veri. I cormorani. Che si tuffano nell’acqua e pescano e nuotano.
I cormorani. Sul Tevere. Roba da pazzi.
Dopo il pranzo fatevi dare dal simpatico proprietario un chilo di pane che getterete a mollichelle nell’acqua: Documentario del National Geographic assicurato.
Come si mangia? Ah, già. Beh, chissene frega. Anzi mica male, proprio mica male.
Obbligatoria la “Mimosa” (Un primo di acqua e farina di birra fantastico) e anche una Tagliata di carne al ginepro. Io ci ho mangiato anche le linguine con i ricci, ma non fa testo, il cuoco è innamorato di me. Il proprietario è decisamente uno piacevole.
Se ci andate in estate alle 20.00 precise e, mentre aspettate un amico che vi raggiungerà dopo, sorseggiando un bianco leggete un libro, sentirete le campane. Dentro la testa.

Casa mia (senza telefono) (venerdi no, c’è Bruno e Michele) via Pintor
Loro, i miei amici, dicono che sono bravissimo. Io dico che loro c’hanno culo.
Perché ogni tanto faccio cose riprovevoli.


Casa di mia madre (il telefono è meglio che non lo metto)
Sul tavolo, coperto con una plastichetta, un bicchierone col cappuccino freddo: a tutte le ore. Vicino, una tazzetta con una macedonia col vermut. A lato un pandoro secco coperto col tovagliolo. Vuoi mangiare qualcosa, amore? No, no, grazie.




Casa di Roberto Croce (il telefono è lo stesso del Bettolino, cercatelo lì. C’è sempre)
Bob sa quello che fa. La mamma è campionessa mondiale di polpette (sono scappato da casa sua con alcuni reperti delle stesse nella saccoccia).
Lui, quindi è figlio d’arte. Pur affascinato dai moderni ristoranti di pesce crudo, è portatore sano della tradizione gastronomica romana. I primi che fa, sono superbi.
Sempre. I secondi, così così. Ma se glielo dici si incazza come un bufalo.
Usa non meno di 37 tegami per fare qualsiasi cosa. Più i mestolini.
Ogni mercoledì, da alcuni anni, si svolge a casa mia la cerimonia gastronomica a due.
Ora, considerato che il filippino viene da me solo il mercoledì alle 13 e se ne va verso le 18, e Roberto viene verso le 19,30 con le buste della spesa, casa mia è sempre un casino totale. E’ pulita solo il mercoledì dalle 18 alle 19,30.
Se resisto a questa infamità significa che questo disgraziato cucina veramente bene.

Edmondo 06-3701272 (dom) circonvallazione Clodia,90
trattoria con la fila di fuori fino a Viterbo – che davanti al piatto, alla nostra domanda “ma che nella matricina c’è l’olio di semi?” ti risponde: “E’ regolare. Ce vole quello”.
E noi ce ne andiamo subito. E allora capiamo la fila fuori…forse siamo al campo di accoglienza naufraghi a Pantelleria.

da Gino 06-6873434 (dom) vicolo Rosini,4
Ci andava sempre il vecchio Sandro Pertini. Ora è morto e ci torna solo ogni tanto.
Ma non è morto perché mangiava lì. Anzi per questo forse è durato fino a 115 anni.
Il posto è piccolo, stupendamente demodè, semplice, i proprietari due vecchietti carini. Si mangia cucina tradizionale. Buonissima. Il soffitto è tutto decorato a mano, ma chissene frega.

Creme caramel 06-70302534 (mar) via La Spezia,38 (S.Giovanni)
A San Giovanni si mangia una mezza chiavica quasi dappertutto. Ci sono 250 trattorie.
Le ho girate tutte perché lavoro spesso lì.
Ne mancava solo una, ma in un posto che si chiama Creme Caramel non ci volevo entrare manco ferito grave. Eppure sembrava sempre decisamente pieno di gente. La gente quella normale, famiglie con panze popolari, vecchietti, ragazze normali.
Un po’ di tutto, contrariamente al nome che farebbe pensare a qualcosa di adatto a ragazzetti. Una sera, disperati, siamo entrati. E anche la sera dopo. E anche la seguente. Da un anno va avanti così. Senza sorprese nel conto, che rimane assolutamente come ve lo aspettate, giusto.
Senza fare il girarrosto nel letto, di notte, dopo il fritto misto.

Il Bagatto 06-35400345 (lun) via Trionfale,200 (in cima alla panoramica a sinistra)
In cima alla salita della panoramica, a sinistra. Con una splendida terrazza grande.
Con un bel pavimento di cotto lucidato. Con una proprietaria simpatica come un calcio agli stinchi. Con le fioriere all’entrata e le tovaglie e le sedie in perfetto stile matrimonio di tutti i ristoranti dei Castelli romani. Con un conto di circa 100 Euro a cranio.
Si mangia benissimo. Il problema è chi ci può andare a mangiare: diciamo, Moggi con qualche arbitro, qualche funzionario RAI con la zoccoletta che poi farà Uno mattina,
il sig.Sottile, qualche amministratore delegato della Lazio o della Parmalat e via di questo passo.
Non credo i turisti che, rinomatamente, poi, fanno le radiografie al conto e rompono il cazzo su tutte le cifre. Non certo voi, pezzenti disgraziati, impiegati e insegnanti, che meritate di fare la fame perché non avete capito come funziona il mondo.

Felice 06-5746800 (dom) Via Mastro Giorgio, 29 (Testaccio)
Qui il problema è solo uno: lui. Ti guarda in faccia uno, due secondi, poi ti dice che non
c’è posto. Tu scruti il locale alle sue spalle ed è vuoto; morale, gli stai sul cazzo.
Un giorno siamo riusciti a sederci e dopo l’antipasto ed i primi, ci siamo permessi di non ordinare i secondi (perché già gonfi). La risposta fu: “….ma annatevene a ‘na tavola carda”. Sul mangiare, soprassiedo (è rinomato), lui si chiama Felice.


Ar grottino der Traslocatore 06-5141261 (dom) Largo delle Sette Chiese (Garbatella)
Se un amico tuo si è rotto una gamba e è ricoverato al CTO, lì dietro, a pranzo vai
ar Grottino der Traslocatore. Paghi 11 Euro. Nonna ti porta da mangiare quello che ha fatto stammatina… Trattorietta molto semplice. Molto bona. Piena di impiegati della Regione che c’hanno il palazzone là dietro. Ma anche di manovali e gommisti.
E quel giorno ci sarai pure tu. Che non sei meglio. Poi, un po’ ‘mbriaco torna da quel poveraccio all’ospedale. Pensa che lui ha mangiato una minestrina tiepida e sciapa.
Mica strilla per la gamba, poveraccio.

La Casina delle rose 06-42016224 (lun) Largo Marcello Mastroianni (Dentro Villa Borghese)
Bellissima, ristrutturata da poco, in mezzo a Villa Borghese. I Borghese, che paraculi.
C’avevano una tenuta che manco quei provinciali dei re francesi si sognavano.
Al centro di Roma. La città più bella del mondo, dopo Ladispoli e Cinisello Balsamo.
Insomma, la Casina delle rose, che non so se è gestita dal comune di Roma, perché sembrerebbe organizzata bene. Vabbè che a questi i soldi non gli mancano davvero, sono i nostri. L’aspetto esterno sembra uno chalet austriaco. L’interno, una sala conferenze di Oslo. Il menù a buffet costa solo 8 Euro e non sembrerebbe una chiavica.
I posti a sedere nella sala ampia, tutta vetrata sulla villa. Piena di luce e di pace.
Che posto…Forse è un po’ scomodo, perché per raggiungerla devi parcheggiare in qualche posto che sicuramente ti portano via la macchina e poi arrivarci camminando 5 minuti dentro la villa. Però se una mattina, passeggiando per il Corso, incontri Monica Bellucci e capisci che lei è innamorata di te, portacela a pranzo. Passi un’ora meravigliosa. Il giorno dopo telefona alla tua fidanzata, portacela pure a lei. Raccontagli tutto. Lei ti lascia. Piangete insieme disperati. Sarà bellissimo, vedrai.

Osteria del rione 06-8551057 (dom) via Basento,20 (via Salaria-piazza Fiume)
Trattoria composta di stanze una: soggiornino, angolo cottura, bagno.
C’entrano 35 persone. Magre. Di queste, 18 sono professori di Sociologia, che sta proprio lì dietro. Inevitabile, a pranzo, ascoltare i loro discorsi, tutti incentrati sul pensiero puro e sul perché lei non gliela vuole dare. Che lo fa tanto soffrire e gli sembra d’impazzire.
Le altre 17 sono studentesse. Tra le quali manca, ovviamente, quella che non gliela vuole dare. Il trattore porta una stupenda purea di fave e cicoria e batte la mano sulla spalla del povero disgraziato. I professori mangiano con appetito, perché i dolori dell’anima fanno sempre una pausa quando arriva il secondo. Bruno, il trattore, li stupisce anche con piccoli giochi di prestigio di abilità manuale che, rinomatamene, non è mai il forte dei pensatori.
Così a pranzo. Con menù variabile, ma sempre molto buono ed economico.
La sera potrete trovare solo menù fisso, ma sempre molto appetitoso ed economico.
Ogni tanto non vi faranno entrare perché quegli stronzi di sociologia hanno occupato il locale per una festicciola di laurea (molto raramente) o di compleanno (spessissimo).
Ospite fisso, il prof. Bruno, omonimo del gestore, che dispensa consigli pratici sulla ragion pura. E anche su quello che ho descritto sopra…



Pecorino 06-57250539 (lun) via Galvani,64 (Testaccio)
Testaccio si chiama così perché in latino “testa, testae” vuol dire terracotta, coccio.
Nella Roma antica il deposito della mondezza era proprio qui. Ovviamente era costituito solo da cocci, perché carta e plastica non c’erano, e dopo un po’ il deposito è diventato una montagnola ragguardevole. Una bella montagnola di monnezza.
Sotto a questa montagnola adesso si mangia. Carino, no?
Una trentina d’anni fa, sotto il monte dei Cocci, c’erano tre trattorie attigue. Tutte e tre all’angolo di via Galvani.
E tutte e tre, vista la vicinanza del vecchio Mattatoio, erano altamente specializzate nel rito gentile della cucina di quelle parti anatomiche che erano state appena sbudellate alle mucche, ( cioè pajata, animelle, ossobuco, coda alla vaccinara ecc.).
Una era “Checchino” che, coi conti che fa, non può fallire e infatti c’è ancora.
La seconda, in mezzo, che era gestita dal sosia di Andreotti, se la sono venduta.
E’ diventata uno dei soliti posti del cazzo per i ragazzacci che deambulano per Testaccio e mangiano giovane. La terza, un tempo era gestita da uno che però ha fatto un po’ di casino coi legami sentimentali e quindi, dopo il susseguente omicidio, almeno così mi pare di aver letto nelle cronache nere del Messaggero, ha dovuto vendere a un altro e ora si chiama “Pecorino”.
A quel tempo, tutte e tre, secondo me, lavoravano in segreto con la stessa cucina, in comune. Solo che i piatti, a seconda della strada che prendevano lievitavano mano mano nel conto.
Comunque quel che è stato è stato. Adesso, visto che da Checchino ci vanno solo i figli di Cuccia e qualche notaio acciaccato, si può andare solo da Pecorino.
Il quale ha ammodernato con molta sobrietà il locale. Diciamo, almeno che ha lavato per terra e dato una mano di bianco al muro.
Si mangia benissimo. Davvero. Il conto è onesto. Lui è sobriamente simpatico.
Se mangiate a pranzo, al piano di sopra, vicino alla finestra, verso le tre, le foglie del platano là fuori cominciano a ondeggiare e a cantarvi la canzoncina che vi addormenta.
Da lì a poco, il gestore sobriamente simpatico, vi viene a svegliare tenero, vi mette una mano in saccoccia, si impossessa di quella miseria che avete e vi butta in mezzo alla strada. Ah, dimenticavo: dalla stessa finestra, dietro al platano, si intravede uno spiazzo polveroso. E’ un campo di calcio. E’ “IL” campo di calcio. Era della Roma. Il primo nella storia. Ecco perché Testaccio si autodefinisce il cuore della Roma.
Hai visto quante cose a Testaccio? Ah, dimenticavo che adesso è diventato pure il Grinuic villasg nostrano. Pieno di localini di trans, giovanottelli moderni, wine bar.
E, a fianco, dentro all’ex mattatoio una bella e allegra comunità di Rom.
Che allevano capre. Lì in fondo, vicino alle stalle dei cavalli delle famose Carrozzelle di Roma. Le capre al centro di Roma. Che manicomio…Hai capito, Testaccio?
E, pensa che una volta ci abitava pure Pippo.


Questo è uno spazio vuoto, perché la Pergola dell’Hilton è troppo lungo e non c’entrava tutto.



La Pergola Hotel Hilton 06-35092152 \ 06-35092165 (lun) via Cadlolo,101 (Monte Mario)
Alla Pergola dell’Hilton ci si va solo d’estate nei giorni molto ventosi. Sì, non è una stronzata. L’Hilton lo so. Lo so tutto: ci ho suonato il pianoforte per un anno intero.
Allora, dicevamo: all’Hilton ci sono 7 ristoranti. A quello a bordo piscina ci si va alle 13 a giugno-luglio e settembre. Stop. Agli altri 5 ristoranti ci vanno quei poveri disperati che si sono sposati 2 ora prima con 250 parenti; Lì gli danno 40 cernie di gomma bollita e la torta a otto piani….fantastico..(sigh)
Ma torniamo a noi:sono le 19.30, oggi c’è stato molto vento e hai la ragazza nuova. Facciamo seminuova. Però stasera vi volete regalare la favola di Cenerentola.
Corri che è già tardi, perché ci devi arrivare prima dell ore 20.00 perché ancora è giorno.
Ascensore. 8° piano. Tavolo prenotato obbligatoriamente vicino alla finestra. Siete i primi. Penseranno che siete scemi o padovani (che cenano alle 18.00 come al San Camillo… i padovani). Tranquilli, voi sapete quello che fate. Fai accomodare la tua principessa e al maitre chiedi il Menù degustazione. Diciamo una cena del cazzo come vuole quasi tutta la ristorazione d’elite internazionale. Ma il panorama è mozzafiato anche se è una mezza chiavica: si vede la parte di Roma meno interessante, pzzle Clodio, Prati e Roma nord, ma anche e Soprattutto i Castelli romani. Ed ecco perché è importante che sia ancora giorno e che sia ventoso. Frascati sembrerà attaccato al vetro.
Piano piano scende la notte e si accende tutto il presepe. Lei ti guarderà negli occhi e gli sembrerai Ricciar Giir. Tu lo sai già. E del resto, verso le 22.00 anche la tua signora Pina ti sembrerà più seducente, complice vino e scenografia.
Un risveglio un po’ brusco può essere l’arrivo del pianista alle 20.30 (in genere li prendono a poco prezzo). Ecco perché è importante che il tavolo sia vicino alla finestra e lontano dal pianoforte. Comunque dopo 15 minuti diventerà un pezzo di tappezzeria pure quello. Ore 22.00: occhi e pancia piena, portafogli vuoto. E’ ora di andare, sarà una notte lunga…Mentre vi avviate all’uscita, notate di lato la presenza di una specie di night club che ammicca: dal bancone una mignotta d’alto bordo del Quadraro sulla cinquantina, in attesa di un arabo qualsiasi, vi manda un’occhiata di disgusto. Voi sorridete e passate via di corsa. La notte sarà lunga. Montate sulla vostra Bentley e ….scivolate via.

S.Maria di Galeria 06-3046001 (mar) S.Maria di Galeria (Sandro)
trattoria con pergolato in campagna in antica masseria perfetta per pranzo in primavera dopo che vi siete fidanzati - tutto buono - carne - cucina marchigiana.

Lilly a Tor di Nona 06-6861916 (dom) via Tor di nona,26 (Lungotevere-P.zza Navona)
trattoria stratosferica come il cuoco - la proprietaria è la sorella del povero Spartaco – Andateci presto che chiude poco dopo le nove….tutto ottimo - tonnarelli cacio e pepe (buonanotte..) pasta tutta fantastica e carne –

Regno di Re Ferdinando 06-5783725 (dom) via monte Testaccio,39
Ristorante napoletano ottimo e caro (50 Euro circa) - dolci pazzeschi




Gusto 06-3226273 (non chiude mai, credo) piazza Augusto imperatore,9
Ristorante di quelli che non trovano aperto da un’altra parte.
Di sera: elegante aiTek (nel senso che oggi gli arredatori hanno scoperto che fa fino il legno coi tubi Innocenti).
Di giorno: con buffet da nave di crociera di 2° classe in quantità industriale.
Fai la fila fuori, come allo spaccio quando eri militare, finché una camiererina (o meglio un’infermiera, chiama il tuo numero e puoi entrare e fare le analisi).
Ti prendi il tuo vassoietto di metallo, come al militare, dove ci metti, in una caotica e vorace mappazza, patate bollite, rughetta, bucatini all’amatriciana, brodo di pesce, ananas, pollo fritto e pizza.
Poi fai la fila, come al militare, alla cassa, dove c’è un ragazzetto che ti pesa sulla bilancia tutto quello schifo che hai preso (perché sei un ingordo e hai gli occhi più grossi della pancia). Costa tutto uguale, un tanto al chilo. Un milione di Euro al chilo.
E tu pensi che almeno sotto il militare era gratis e i vassoietti avevano gli scomparti, qui invece tutto diventa un quadro di Schifano. Del resto anche al museo, a vedere Schifano, fai la fila, però lì non ti viene certo voglia di mettertelo in bocca.
Si mangia come da nonna. Quando nonna non c’è, perché l’hanno ricoverata e in cucina si è infilato Aldo Busi.
Si mangia stretti stretti come al militare perché i proprietari devono incassare centinaia di milioni di euro al giorno sennò non possono pagarsi il posto barca a palazzo Grazioli.
Ma vuoi vedere che mi hanno richiamato alle armi a 50 anni e io non m’ero accorto?
Se, per caso, vi accorgete che c’è Claudio in fila, mettetevi i baffi finti sennò c’è il pericolo che vi fa tornare a casa in bicicletta sulla canna, passando per il raccordo anulare dove c’è un’interessantissima mostra sulle mignotte birmane del ‘700.
O, peggio ancora, vi porta a mangiare alla bocciofila.




RISTORANTI da PESCE

Al mercato una spigola d’allevamento costa 10 euro al chilo.
In un ristorante da pesce circa 6.450 euro.
Ma no, questa guardi che è pescata. Dove? Dove vuoi trovarle ancora le spigole? Al mare? Ciao.
Ve lo immaginate l’allegro peschereccio che esce tutte le notti per mare con tutti i suoi piccoli marinai seduti a bordo con la cannetta in mano che fischiettano felici tirando su migliaia di spigolette.
Che quadretto…
Comunque c’è sempre l’amico dell’amico che ti porta lui in un ristorante sardo, sono tutti sardi, che lui, quello sì che è fresco.
Tranquilli, l’insalata di mare sarà sempre fredda, con le olive snocciolate Saclà, le carote, il sedano e il totano di gomma. I carpaccini di pesce spada…che amore…
Tutto freddo sempre, tutto sciapo come il tavolo di marmo della morgue.
Uno spaghetto con le vongole veraci? Ecco, se uno vuole sentire il sapore vero e naturale della pasta Barilla, bisogna assaggiarla con le vongole.
La creeeema di scampiiii. Il misto alla brace. Uno sgroppino? Basta, pietà…
Comunque sia, vediamo qualche posto dove è almeno piacevole lasciare il quinto dello stipendio.
Ai piani 06-8075412 via F.Denza,35 (piazza Euclide)
Per il pesce, fatevi accompagnare per manina dal grande Bob. Volendo, anche per tutte le altre cose, droghe, femmine, vecchie Citroen, e tutto quello che insomma andrebbe evitato per una sana sobria e lunga vita. Ma stasera strozzatevi coi frutti di mare crudi e crostacei vari (sempre crudi), e poi una minestra di vongole con pastina a palline.
Poi aragosta con patate bollite e cipolla. Quando passate dalla cassa fate finta che siete venuti a cercare un amico ma non c’era, e tentate di scappare. Se non funziona, fatevi portare una noce di burro (per dopo) e fate pure chiamare il 113 (ha cambiato il parco macchine e ora sono più comode).In cella chiudere gli occhi e, mentre un ergastolano vi manda un bacetto tenero aspettando che spengano la luce, comunque saprete che ne è valsa la pena.

Crab 06-77203636 (dom e lun a pranzo) via Capo d’Africa,2 (davanti al Colosseo,Celio)
Costa un miliardo, un miliardo e mezzo. Però si mangia splendidamente. Vorrei pure vedere che mangi male… Comunque ti portano un crudo da infarto: 4 tipi di ostriche diverse, ricci di mare, gamberi e scampi e tartufi di mare.
Poi due primi da record del mondo: linguine ai ricci, da spararsi dalla felicità, e tagliolini ai gamberi e coda di rospo da ricordare per sempre. Se ci metti un dolce e uno sgroppino e due bottiglie di vino, il conto (per 2 persone) è esattamente 180 Euro.
Dai, manco tanto poi, pensavo peggio. Domani facciamo due o tre scippi e ce lo siamo ripagato.

Ripa 12 06 \ 5809093 (dom) via S.Francesco a Ripa,12 (Trastevere)
Su segnalazione di Franco Ventura, fenomeno assoluto in geografia, che per trovare la strada dove era situato, abbiamo mangiato la sera dopo. Ristorantino calabrese, molto carino, sobrio, semplice la madre, semplice il padre, semplice la figlia della sorella…. semplice pure quella.
Senonchè il padre, baffuto, (che strano per un calabrese, eh?) è capace di una cosa che solo qui si può gustare in molteplici meravigliose variazioni: I carpacci di pesce fresco.
Ti vedrai arrivare una spigola, sì, così come te la danno al mercato, con sopra solo un po’ di rughetta, che al primo sguardo pensi “vabbè, s’è fatto tardi…”. Se assaggi, sei fatto….
Una sera ho sfidato il calabro a singolar tenzone: cenato solo coi carpacci e ve lo consiglio pure a voi:
perché il resto è sì buono, ma chissene frega. Quelli, i carpacci, sono un vero miracolo, miracolo quello con la o lunga e le mani al cielo.
Costa un botto, sui 50 Euro, però una volta ogni nove anni vale la pena.

Ipanema 06-4824758 \ 0335-206722 (dom) via dei Capocci,26
Una cinquantina d’anni fa, in questo locale si mostravano un altro tipo di cozze,
con le piume, i reggicalze ecc. ecc. Era una delle vie di Roma più famose per le sue
case chiuse. Il godimento sembrerebbe il leit-motiv della continuità del rione.
Chissà quanto costava la performance delle vecchie cozze di allora…..Quelle di oggi
Sui 70\80 Euri. Caruccio assai…..però al cuor non si comanda.
Ci penserai dopo, ora chiudi gli occhi, apri la bocca, infilaci dentro quello che trovi
sul piatto e smettila di pensare a quelle cosacce di tanti anni fa………
La CapaGira 06-7012811 (lunedi) via Voghera,12 (San Giovanni-Villa Fiorelli)
La cucina pugliese di pesce è la migliore d’Italia. Naturalmente i napoletani, se glielo dici, ti sputano in faccia. E pure tutti gli altri, ma invece è così.
In Puglia è prassi ovunque fare una ventina di antipasti caldi di pesce, tutti fantastici.
Non quella zozzeria di insalata di mare fredda e di plastica che trovi ovunque a Roma.
A pranzo, con Bruno, ho assaggiato un tortino di purè di patate col polpo che era una gioia per la delicatezza e un tegamino di gamberi fritti in pastella con le cicerchie da sballo. Due primi molto boni e due calici di vino bianco onesto servito su bicchieri giusti. Un localetto piccolo piccolo, gestito da giovani pugliesi che ti parlano in dialetto,
sbagliando tutte le aperture delle vocali, come da consuetudine doc.
Il prezzo: 18 Euro a testa, compreso il caffè. Giuro su Dio. Stasera ci torno.
Ci sono tornato.
26 antipasti tutti buonissimi e primi molto buoni, i secondi non ce la fa manco Aldo Fabrizi. Il vino è una mezza chiavica, perché i pugliesi col rosso sono fenomeni, ma col bianco una mezza sega. La crema catalana è bruciata e va evitata perché non la sanno cuocere sopra. Il conto è sui 35 euro. Confermo che è bono pure per la sera.
Fra un po’ cominceranno a conoscerlo tutti e diventerà una chiavica, come è nelle cose del mondo. Voi andateci ora.

Le Vele piazza Pio XI (ha il suo parcheggio a via L.Micara) 06-6622758 (dom)
Ti dico solo 3 cose: spiedino di calamaro in pastella fritto, involtino di orata con gambero dentro accompagnato con cipolla caramellata, tonno con semi di papavero scottato.
Un paradiso vero. Il ristorante è carino e sobrio. Un cameriere giovane premuroso e sorridente che ti dice anche le ricette perché non ha paura, come tutti gli stronzi, che gliele freghino al cuoco e poi oddio dobbiamo chiudere. Lui invece ti spiega, con la competenza di una professoressa di storia dell’arte, come si fanno quegli spiedini di calamaro, che bisogna congelarli appena appena e poi subito compattarli, sennò non si tagliano bene, quindi panarli ecc ecc.
Un altro cameriere vi serve un po’ meno sorridente, si vede che lo pagano di meno.
Il resto che ho mangiato è veramente bonissimo. Costa poco (se ci vieni già mangiato) e sui 70-100 se invece sei sprocedato. A me l’ha offerta la compagnia di Brignano, ma per voi mi sa che sarà più difficile farvela offrire. Provateci lo stesso, vi lascio in calce il telefono del produttore. E’ notoriamente generoso, ti pare che non ve la offra?
Ai 70-100 naturalmente vanno sommati i 75 Euri della multa per divieto di sosta, che a piazza Pio XI è garantita. Si sa, chi trova parcheggio lì, di solito la macchina ce la lascia fino alla rottamazione.

--- Piccola variazione: l’altro giorno al banco del pesce al mercato di Val Melaina, avendo notato che c’erano degli spiedini di calamaro panati uguali a quelli sopra citati, ho chiesto:”Ma li fate voi quegli spiedini di calamaro panati, come al ristorante delle Vele?” Mi ha risposto gentilemente la signora:”Ma che sei tutto scemo? So’ industriali, no?”
Ah ecco…




EX Capogrossi (Fiumicino via Torre Clementina,224) 06-6505035 (merc.)(Ex prop.Carlo-Maitre Stefano )
Forse 250 Euro per una cozza al sugo potrebbero sembrare eccessive. Se siete di
questo avviso, uscite subito da quei ristoranti “da matrimoni” di Capoccetti o Bastianelli dove per sbaglio siete entrati (anche perché di Capoccetti a Fiumicino ce ne sono 135, una specie delle orchestre della Romagna, tutte di nome Casadei, avendo arruolato tutti i signori che portano questo nome anche se sono sordi).
Come si mangia qui? Dunque, il proprietario è il cugino di Alex Britti, figlio purosangue
di un macellaio di monteverde, e, come il cugino, poco propenso alle lusinghe della
della cucina omosessuale di Gualtiero Marchesi. Eppure si dimostra comunque ricercata e raffinata e ricca e saporitissima. Chiedi gli “Gnocchi vongole e tartufo”.
Gli “Gnocchi vongole e tartufo”?…………. Si, gli “Gnocchi vongole e tartufo”.
Hai mai pensato che chiavica deve essere mischiare gli gnocchi con le vongole?
Per non parlare delle vongole con i tartufi? Sono veramente una chiàvica. Bisognerebbe
vergognarsi di chiederli. Beh, mangiali di nascosto, senza farti vedere, al bagno, fatteli mettere in un cartoccio, e quando esci se ti vedranno con un’aria un po’ strapazzata, dì
pure a loro che al bagno ti è saltata addosso Naomi Campbell e non hai potuto reagire.
Mangia anche tutte le cose crude che hanno. Sì, anche i gamberetti ecc. Non morirai,
stai tranquillo. Purtroppo (diranno alcune malelingue).
Asseconda tutto il fuoco d’artificio delle mosse del Maitre. Sembra a prima vista uno yuppy rampantello. Sbagliato. Digli che sei nelle sue mani. Le sa usare.
Alla fine uscirai contentissimo, anche di avere pagato meno di 60 Euri, in genere a me fa un po’ meno (ma io sono il direttore d’orchestra del cugino) (tu digli che sei il batterista. E’ falso?…….E perché, che io sono un direttore d’orchestra vero?).
Uscendo, fai quattro passi, e se passi davanti a Capoccetti guarda le facce di quelli che escono. Poteva essere la tua espressione stasera.

--- Piccola variazione: è cambiata gestione. Ora non lo so com’è, loro dicono che è tutto uguale, ma naturalmente un po’ meglio. La recensione l’ho lasciata perché a rileggerla mi fa ridere e poi perché questi magari cambiano gestione e ritornano quelli di prima.
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Înapoi la restorane,pițerii,baruri în ROMA

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